De Mari Nostro

De Mari Nostro – De Piscatus Re Coquinaria

Una fiaba, un mare, 40 ricette e altrettanti vini abbinati, una tecnica fotografica “realistica” e decine di tavole disegnate a mano. Un libro di cucina che è prima di tutto un tributo al Mar Mediterraneo e un ricettario illustrato per tutta la famiglia.

Un pesce leggendario, un grande cuoco che è quasi un mago, una ricetta perfetta da scovare, una missione mortale in giro per il Mar Mediterraneo a bordo di una piccola barca. Sono alcuni degli ingredienti, è proprio il caso di dirlo, della fiaba che rende il “De Mari Nostro – De piscatis re coquinaria” di Roberto Abbadati tutt’altro che “solo” un libro di cucina.

La storia

Lo chef Roberto Abbadati, alla sua seconda opera letteraria, ha voluto compiere un tributo al Mar Mediterraneo, di cui è da sempre innamorato, realizzando un libro di ricette che fossero parte integrante di una storia, una vera fiaba. Il protagonista è il cuoco Romeo che, grazie ai racconti di un misterioso nonno scienziato, è a conoscenza dell’esistenza di un pesce antichissimo – il “Nomadillo Strale Mediterraneus” soprannominato Ulisse – presente nel Mediterraneo ormai in un unico esemplare. È il pesce più buono del mondo, ma le sue carni sono mortali: chi lo mangia non può sopravvivere ma “avrebbe il tempo di assaggiare sapori e profumi così deliziosi che, a dire il vero, forse non rimpiangerebbe di morire”. Romeo si mette a caccia di questo rarissimo pesce e soprattutto della ricetta perfetta per poterlo cucinare, ben sapendo che avrebbe portato entrambi alla morte. O forse no. Nel suo viaggio in barca Romeo toccherà tutte le terre che si affacciano sul Mar Mediterraneo e per ciascuna scoverà le ricette che più sanno esaltare i sapori delicati e preziosi delle tante specie di pesci presenti in mare.

“Oltre che per la cucina, ho sempre avuto una grande passione per i libri e la lettura. Per questo motivo il libro è il mezzo di comunicazione che mi si addice di più e al quale ho pensato per rendere concreta questa idea – racconta Abbadati -. Il secondo motivo per cui ho scelto proprio un libro per parlare di Romeo e Ulisse è che volevo creare qualcosa che fosse fruibile da tutta la famiglia, dal nonno fino al bambino che in questo volume possono trovare ciascuno la propria chiave di lettura, letteralmente”.

Su idea di Roberto Abbadati, la storia è stata scritta da Luca Lombardi, insegnante precario di scuola elementare e “dilettante della penna, della musica e del teatro”.

Le ricette

Le ricette contenute nel libro sono 40 e, anche se alcune derivano dalla tradizione culinaria dei luoghi, sono state rivisitate e aggiornate attraverso il gusto e l’esperienza dello chef Abbadati. Tutte, ovviamente, sono esclusivamente a base di pesce. Si tratta di 1 ricetta proveniente dalla terra di Gibilterra, 5 dalla Spagna, 5 dalla Francia, 1 dal Principato di Monaco, 10 dall’Italia, 1 dall’Ex Jugoslavia, 1 dal Montenegro, 4 dalla Grecia, 2 dalla Turchia, 1 ciascuno per Cipro, Siria, Libano, Israele, Egitto, Libia, Malta, Tunisia, Algeria e Marocco.

Ad ogni ricetta è stato abbinato un vino dal sommelier Nicola Bonera che si è anche prodigato in consigli e descrizioni di colori e sapori di ogni nettare (con glossario finale).

Le tecniche “visive”

Per quanto riguarda le fotografie, ad opera dei fotografi Alberto Mancini e Alberto Petrò, è stata utilizzata una tecnica particolare che si può definire realistico-soggettiva. “Non sapendo come i pesci vedono le cose – spiegano i due fotografi -, abbiamo optato per una soluzione di non facile costruzione, ma che ci ha dato in qualche modo la percezione di una “naturale” visione. Non ci siamo accontentati di utilizzare un classico Fish-eye (lente grandangolare estrema), ma abbiamo invece pensato che sarebbe stato più veritiero infilare la camera con un’ottica classica 50mm all’interno di una boccia di vetro riempita d’acqua per metà, inclinata in asse sulla pietanza sottostante. L’effetto è stato quello di avere un’immagine volutamente senza fuochi precisi e con diversi gradi di deformazione, spesso causati proprio dalla boccia stessa”.

La copertina, le cartine geografiche e tutti i disegni contenuti nel libro sono invece ad opera di Alessandro Cominelli, in arte Gripa. Il suo è stato un lungo lavoro amanuense: ogni illustrazione è passata attraverso 4 fasi di lavorazione. A matita sono state definite forme e proporzioni dei soggetti, per l’inchiostrazione del tratto è stata utilizzata una tecnica mista composta da matite colorate, penna a sfera e pennarello, la prima colorazione ad acquerello è servita a conferire tridimesionalità e calore cromatico al disegno che poi ha subito una seconda colorazione in digitale al computer, utile ad evidenziare riflessi e sfumature del soggetto. Gripa si è anche occupato del progetto grafico del libro in collaborazione con Roberto Abbadati e gli altri compenti del gruppo.

I testi del libro sono stati tradotti in lingua inglese da Davide Mancini, giornalista e fotogiornalista freelance che oggi vive a Santiago del Cile.

De Mari Nostro Official Page

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